DI CHI STIAMO PARLANDO?

  • “Ehi avete visto chi ci sarà in tv nei prossimi giorni? Ci sarà un transessuale!”
  • “Ma che dici?! Non è un transessuale, è una drag queen!”
  • “Una drag queen?! Ma quelle non esistono più, è un travestito!”
  • “Scusate ma di chi state parlando? Del transgender famoso?”

…ma che gran confusione!!! Parliamo tutti la stessa lingua ma non ci capiamo, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, che ne dite?

Transessuale, drag queen, travestito, transgender spesso vengono utilizzati come sinonimi per indicare tipologie di persone che in apparenza possono sembrare uguali, ma non lo sono affatto. Ognuna di queste identità è singolare e soggettiva, ha le sue caratteristiche specifiche e un suo personalissimo modo di occupare uno spazio nel mondo.

Innanzitutto, quando parliamo di transgender e transessuale ci riferiamo ad aspetti che riguardano l’identità di genere.  L’identità di genere è la percezione che ognuno ha del proprio genere. Questa percezione si inserisce in uno spettro che si estende dall’esclusivamente femminile all’esclusivamente maschile, con una vastissima varietà di possibili posizioni al suo interno, e non sempre coincide con il sesso biologico con cui si nasce.

Così, quando parliamo di “transgender”, utilizziamo un termine “ombrello”, in cui sono racchiuse tutte quelle identità che superano i confini del genere assegnato alla nascita o delle aspettative della società su cosa vuol dire essere femmine o maschi. All’interno delle identità transgender troviamo infatti transgender maschi, transgender femmine, transessuali e le identità di genere non binario.

Il “transessuale” rientra nella definizione di transgender, ma presenta una caratteristica particolare: la percezione di appartenere al sesso opposto e di dover riallineare il sesso biologico al proprio genere. Facciamo un esempio: F. è nata femmina biologicamente, ma si percepisce maschio. F. decide quindi di effettuare una transizione da femmina biologica a maschio, allineando così il suo corpo alla percezione che ha del suo genere.

Nel caso del travestitismo e delle drag queen/drag king la dimensione principale è, invece, quella relativa all’indossare abiti tipicamente associati al genere opposto. Anche in questo caso però le differenze sono nette ed è la ragione sottostante questa pratica che determina le differenze principali.

Il travestito, o crossdresser, si traveste per lo più nella sfera privata, in alcuni casi anche nella sfera pubblica per un’esigenza di espressione identitaria personale. Il travestimento fa parte della sua personalità ed esprimere questa parte di sé è una necessità.

Diverso è il caso delle drag queen e dei drag king in cui la dimensione del travestimento è circoscritta ad un’attività di tipo artistico. Queste figure, in maggior misura le drag queen, sono nate nei locali inglesi dove si esibivano interpretando personaggi famosi del genere opposto o mettendo in scena stereotipi maschili e/o femminili.

  • “Io queste già le conoscevo, non mi state dicendo niente che non sapessi già. Ma ora ci sono un sacco di nuove definizioni, che mi dite di quelle?!”

La conoscenza porta sempre a nuove conoscenze, così negli ultimi anni sembrano comparse nuove identità, ma in realtà è solo il frutto di un processo di nuove consapevolezze e bisogno di uscire allo scoperto…pensate che fatica è stato rimanere nascosti!

Così, oggi, ci dovremmo armare di curiosità per informarci su cosa stiano ad indicare tutte queste nuove definizioni. Riprendiamo il termine ombrello di cui parlavamo prima: Transgender. Questo termine comprende le identità cosiddette non binarie, cioè identità diverse che esprimono una grande varietà di percezioni del proprio genere senza sentirsi necessariamente a disagio con il proprio sesso biologico.

Ma quali sono i modi in cui si può esperire il proprio genere non binario?

  • Si può sentire di appartenere ad entrambi i generi (bigender)
  • Si può sentire di passare da un genere all’altro durante il corso del tempo (genderfluid)
  • Si può sentire di non appartenere né al genere maschile né a quello femminile (agender)
  • Si può sentire di appartenere a un’identità che comprende tutti i generi (pangender)
  • Si può sentire di appartenere a un’identità che non si riconosce nei generi maschile e femminile o altri che la società categorizza (genderqueer)

Bene, nella speranza che questo articolo vi sia stato d’aiuto, ora saprete riconoscere ciò che vedrete e potrete parlarne con chiunque avendo le idee più chiare…e se qualcuno farà confusione, beh, potrete aiutarlo voi!

Marta Girardi – equipe YoungZone

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