Guida ai supporti igienici

Assorbenti esterni usa e getta

Gli assorbenti esterni usa e getta (o monouso) per le mestruazioni sono di gran lunga i supporti più usati, anche perché rispondono bene alle esigenze di igiene e di comfort. Si trovano di diverse misure (mini, medium e maxi), con capacità assorbente variabile e realizzati con materiali differenti (in materiale misto, in cotone organico, ecologici biodegradabili).

Assorbenti interni

Sono pratici e invisibili, variano per assorbenza (mini, regular e maxi) e modalità di inserimento (con o senza applicatore in plastica o cartone). Sono non biodegradabili, realizzati in cotone e dotati di un cordoncino per poter estrarre il tampone una volta che abbia completato la sua capacità assorbente e sia da cambiare (massimo 4-6 ore). Sebbene siano molto diffusi e utilizzati, soprattutto dalle ragazze più giovani, gli assorbenti interni sono ancora avvolti da pregiudizi e da dubbi sul loro utilizzo. Il risultato è una certa diffidenza che porta molte donne a rinunciare a provarli.

Cosa si può fare per dissipare ogni incertezza? Il primo passo è imparare a conoscere gli assorbenti interni per capire se fanno davvero al proprio caso e possono essere un supporto in più di cui avvalersi.

  • Gli assorbenti interni sono pericolosi per la salute?

Una delle principali preoccupazioni riguarda la loro presunta pericolosità. Molte donne evitano di utilizzare il tampone perché pensano che possa provocare cisti ovariche o infezioni ma non esistono conferme scientifiche a queste supposizioni.

In casi estremamente rari può verificarsi la Sindrome da Shock Tossico (TSS), provocata da un batterio, lo Staphyloccus aureus, presente in modo naturale nella vagina. L’uso degli assorbenti interni può essere una concausa, per cui è sempre bene utilizzarli in modo corretto, avendo cura di disinfettare le mani prima di inserirli, e prestare attenzione ai primi accenni di irritazione interna o esterna, contattando subito il proprio medico.

  • Si possono usare gli assorbenti interni anche se si è vergini?

Anche le ragazze vergini possono utilizzare la coppetta o l’assorbente interno, scegliendo modelli più piccolini che siano adatti a chi non ha molta pratica con questi dispositivi. L’inserimento di un tampone non equivale affatto alla penetrazione del pene durante il rapporto sessuale ed essendo il tampone più piccolo del pene maschile, il suo uso non fa perdere la verginità. Inoltre l’imene è una membrana molto elastica e presenta una piccola apertura tramite la quale transita anche il sangue mestruale. Proprio in corrispondenza di questa apertura si posiziona spontaneamente il tampone e il sangue mestruale ne facilita l’inserimento rendendo l’ingresso più fluido.

  • Cosa fare il se cordino dell’assorbente interno si rompe? Il tampone può rimanere bloccato nell’organismo?

Se il tampone è stato inserito correttamente, rimane perfettamente inserito tra le pareti della vagina, da cui non si può muovere fino alla rimozione. Le difficoltà nel rimuoverlo possono dipendere da una rigidità muscolare o dalla poca esperienza. L’assorbente interno non può perdersi nel corpo o spostarsi da dove è stato posizionato. Una preoccupazione molto diffusa è quella che riguarda la rottura del cordino. È assai difficile che si possa rompere, ma nell’eventualità in cui questo dovesse verificarsi NIENTE PANICO: basta accovacciarsi, rilassare i muscoli e rimuovere l’assorbente con delicatezza, aiutandosi con le dita. Se vi sembra che il tampone sia salito troppo in alto non disperate e rivolgetevi al vostro ginecologo.

Spugna mestruale

Le spugne mestruali sono spugne non sintetiche, raccolte nei fondali oceanici e poi sbiancate e disinfettate in modo naturale con acqua ossigenata. La spugna mestruale che si trova in vendita non è ancora un presidio igienico sterile, per cui prima di usarla e al termine del ciclo va messa a bagno in acqua e aceto. In commercio ci sono spugne mestruali di diverse misure. Assorbe il sangue mestruale per diverse ore, da 3 a 5, poi deve essere rimossa e sciacquata prima di essere riutilizzata. Dura circa sei mesi ed è totalmente ecologica e biodegradabile. Tuttavia le spugne sono più difficili da pulire e diventano più larghe e più lunghe man mano che assorbono il sangue mestruale perciò con la loro rimozione c’è il rischio di poter causare un piccolo trauma cutaneo (abrasioni o lacerazioni) alle pareti vaginali e veicolare batteri e tossine.

Assorbenti lavabili eco-friendly

Sono assorbenti in stoffa, lavabili e riutilizzabili. Possono essere confezionati fai da te o acquistati. In commercio se ne trovano di diverse misure e prezzo, durano in media tre anni l’uno e sono componibili, composti da un rivestimento interno e un supporto con ali, realizzati in cotone organico, una stoffa morbida, traspirante, assorbente indicata per evitare irritazioni intime.

Coppetta mestruale

Si tratta di un piccolo recipiente che viene inserito nel canale vaginale, poco inferiormente alla cervice uterina, e raccoglie il flusso mestruale per un tempo massimo di 12 ore prima di essere svuotato, pulito e reinserito. La coppetta è morbida, flessibile e provvista di un beccuccio finale che ne consente la presa.

La coppetta va scelta sulla base della conformazione e tonicità del proprio pavimento pelvico (il complesso di muscoli che sostiene il retto, l’utero, la vagina, la vescica e l’uretra). Sono disponibili coppette toniche, semi-toniche e morbide, che possono differentemente adattarsi alle pareti vaginali della donna a seconda della tonicità della propria muscolatura pelvica.

Prima di procedere all’acquisto, può essere utile rivolgersi al ginecologo che potrebbe fornire un valido supporto per valutare non solo la propria specifica tonicità e la misura di coppetta più adeguata ma anche la selezione più adatta alla conformazione fisica (come la profondità della cervice uterina).

Ne esistono modelli diversi per dimensioni (dalla S alla XL), per forma (dal corpo più corto o più allungato, forma a V, forma a campana, forma rotonda e forma asimmetrica), per compattezza e per materiale (silicone, gomma, lattice o elastomero per uso medico).

Il prezzo della coppetta può variare dai 10-35 euro e può essere acquistata in farmacia, in negozi ecosolidali oppure sui principali siti di e-commerce; il prezzo può variare dal fatto di essere riutilizzabile, oppure usa e getta, così come anche dall’essere venduta singolarmente oppure inclusa in un kit per la conservazione e pulizia.

La coppetta è un prodotto semplice, naturale, economico ed ha un grande potenziale rivoluzionario. Poiché necessita di essere inserita all’interno del canale vaginale, consente alle donne di prendersi cura di sé e di entrare in contatto con il proprio corpo e con il sangue mestruale; permette, grazie alla sua ecosostenibilità, di ridurre la produzione di rifiuti associati al ciclo mestruale e concede di semplificare la vita eliminando preoccupazioni di tenuta, odori e macchie. Nonostante siano disponibili molti contenuti online che forniscono informazioni sulle caratteristiche del prodotto e tutorial che ne mostrano facilmente l’utilizzo, la manutenzione e la conservazione, molte donne manifestano ancora perplessità e dubbi nella scelta di questo dispositivo igienico, motivate dalla percezione di un avere “un corpo estraneo e sconosciuto nella vagina”, dal disagio col contatto con il sangue e dalla difficoltà di comprendere la gestione del flusso.

  • La coppetta è poco igienica?

La coppetta raccoglie il sangue mestruale creando una sorta di sottovuoto, non ossida e rimane assolutamente inodore. È un dispositivo sostenibile e riutilizzabile, facilissima da igienizzare. Dopo averla svuotata, occorre lavarla quotidianamente con acqua e sapone neutro o con una salvietta igienica prima di reinserirla. Alla fine del ciclo mestruale la si può sterilizzare con acqua bollente, per poi riporla nel suo astuccio. Per la sua capacità di adattarsi completamente al corpo può essere indossata in qualunque momento, per lunghe ore (fino ad un massimo di 12 ore) e non occorre rimuoverla prima di urinare o quando si dorme.

  • La coppetta causa problemi di salute?

Se sono state rispettate alcune semplici accortezze nel suo utilizzo, la coppetta riduce il rischio di contrarre infezioni vaginali. Inoltre permette di controllare perfettamente le proprie mestruazioni, così da accorgersi immediatamente se ci sono variazioni nella quantità di flusso.

  • La coppetta mestruale può essere utilizzata come metodo contraccettivo?

La coppetta non è un metodo contraccettivo e non protegge dalle malattie sessualmente trasmettibili. Non può essere utilizzata durante un rapporto con penetrazione vaginale perché viene inserita nella parte bassa della vagina, per cui non è compatibile con il preservativo e va rimossa prima di un rapporto sessuale. Non può essere usata assieme all’anello anticoncezionale in quanto l’inserimento, l’utilizzo e l’estrazione della coppetta potrebbero spostarlo compromettendo la sicurezza del contraccettivo, che deve rimanere perfettamente a contatto con le pareti vaginali. Diversamente accade per la pillola, perché la coppetta non rilascia nessuna sostanza che possa interferire a livello ormonale con il suo funzionamento, e per la spirale sempre nell’eventualità che non si sia spostata dopo aver posizionato e rimosso la coppetta. In ogni caso è opportuno rivolgersi al proprio ginecologo prima di utilizzarla contemporaneamente ad un metodo contraccettivo.

Slip assorbenti

Si tratta di biancheria intima con una parte rinforzata a strati assorbenti cucita all’interno dello slip, realizzata in cotone organico al 100% per la parte a contatto con la zona genitale e una piccola percentuale di elastan per il resto dell’indumento, in modo che si possa indossare perfettamente e risultare confortevole. La loro capacità assorbente è variabile e in genere si trovano in commercio slip con quattro strati assorbenti, indicati per flussi da medi ad abbondanti. Sono assolutamente eco-friendly.

Disco mestruale

Il disco mestruale, come la coppetta, funge da raccoglitore di sangue. Questo dispositivo, ancora poco noto, nella forma può ricordare il diaframma anticoncezionale, ma non è un contraccettivo. Il disco mestruale che si trova in commercio può essere riutilizzabile, in materiale anallergico e morbido come il silicone, o monouso in materiale plastico non biodegradabile. È in grado di raccogliere fino a sei cucchiai di sangue, più o meno l’equivalente di sei tamponi maxi. Può essere indossato fino a 12 ore, anche durante i rapporti sessuali, perché la forma e la posizione non interferiscono con la penetrazione. Si inserisce longitudinalmente e si colloca davanti all’arco vaginale e si incastra con l’osso pubico.

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